Frantics

Quando la volpe non arriva al joypad prende lo smartphone

Pubblicato il 28/03/18 da trillo81
recensione
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Frantics

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Non sono mai stato un grande appassionato di party game, forse perché i giochi da tavolo non hanno mai fatto veramente breccia nel mio cuore (scrivendo ciò qua su Pixelflood rischio il linciaggio). Per fare un esempio, nonostante sia stato un fiero possessore di Nintendo 64 non ho mai acquistato un Mario Party, e la cosa si è protratta anche su Gamecube.
Poi, in una nefasta serata che concise con l’eliminazione della mia Inter dalla Champions League per mano del Villareal, a casa di amici mi imbattei in Fuzion Frenzy, titolo di lancio della prima Xbox, uscito ben cinque anni prima. Sarà stata la delusione appena patita, saranno state le svariate birre pro capite consumate, fatto sta che ci divertimmo tantissimo. Quell’esperienza fu illuminante per capire il grande successo che i party game erano soliti riscuotere, così quando mi è stato proposto di recensire Frantics ho accettato con entusiasmo, sperando di riassaporare almeno in parte il divertimento provato in quella lontana sera di aprile.

Frantics fa parte della gamma PlayLink, la linea Sony dedicata ai giocatori occasionali, che si differenzia dai giochi canonici per una maggiore semplicità di utilizzo, veicolata principalmente attraverso il sistema di controllo, che passa dal joypad allo smartphone, device che chi non videogioca abitualmente è molto più abituato a utilizzare.
Se questa premessa vi ha incuriosito e volete scoprire quali altri giochi facciano parte di questa linea, potete leggere lo speciale che le abbiamo dedicato qui.

Ma veniamo a Frantics, party game fruibile da uno a quattro giocatori, sviluppato dai danesi NapNok Games.
Fondata nel dicembre 2009, e con all’attivo i soli Spin the Bottle: Bumpie’s Party, bizzarro simulatore di gioco della bottiglia uscito su Wii U nel 2013, e Affordable Space Adventures, puzzle-adventure game a tema spaziale, uscito nel 2015 ancora su Wii U, i ragazzi di Copenaghen non erano una scelta propriamente scontata da parte di Sony, eppure hanno svolto egregiamente il loro compito; andiamo a vedere come.

Avviato il gioco sulla nostra PS4 e scaricata l’apposita companion app dallo store Android o iOS, siamo pronti per cominciare.
Ad accoglierci troviamo Volpe, un bizzarro canide antropomorfo amante del brandy e dei completi in tweed, che ci introduce alle modalità di gioco e alle meccaniche base di Frantics.

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Ecco Volpe, in tutta la sua esilarante prosopopea.

Prima di tutto i partecipanti dovranno collegare i loro smartphone alla stessa rete Wi-Fi della PS4 su cui gira il gioco, per poi scattarsi un veloce selfie e scegliere un avatar, che sarà di conseguenza il personaggio controllato in partita.
In caso non doveste arrivare a quattro giocatori non preoccupatevi, Volpe provvederà ad aggiungere animali controllati dalla CPU, prendendovi anche in giro per la vostra mancanza di amici.
Il cast è composto interamente da animali dal character design piuttosto strambo e bizzarro, aspetto che approfondirò più avanti.
Fatto questo non resta che scegliere se giocare a Minigiochi, alla Festa della volpe, o se prendere parte a una sessione personalizzata.
In Minigiochi è possibile selezionare uno tra i quattordici minigiochi disponibili, mentre la sessione personalizzata prevede dei pacchetti di quattro minigiochi, raggruppati dagli sviluppatori in base alla loro tipologia.
Troviamo quindi Pacchetto diplomatico, Fiera del sabotaggio, Fragili alleanze, Paga per vincere, Fuori Controllo e Corse.
Se gli abbinamenti proposti non dovessero essere di vostro gradimento potrete sempre crearne uno vostro.
Prima di analizzare la Festa della volpe, portata pricipale del buffet offerto da Frantics, andiamo a vedere brevemente i quattordici minigiochi disponibili.

Suddivisi per grado di frenesia, che va da uno a tre peperoncini, tutti i minigiochi presenti sono piuttosto intuitivi e divertenti, anche se a volte tendono a somigliarsi l’un l’altro.
Della prima fascia fanno parte Sedie Selvagge, un divertente simil curling con delle sedie da ufficio al posto di pietra e scopa, Bolidi Eroici, un Excite Truck semplificato, con possibilità di modificare i veicoli, Corsa dell’Inimicizia, una sorta di endless runner caratterizzato da trappole e scorrettezze reciproche, Campi Minati, dove dovremo piazzare delle bombe mentre i nostri avversari sono intenti a recuperare una zuppa tentando di non rovesciarla e Gara in Caduta, dove vince chi apre per ultimo il paracadute.

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Ecco a voi Sedie Selvagge, un divertente incrocio tra il curling e il minigolf.

Nella fascia due peperoncini troviamo Folli Acrobazie, una corsa con jetpack a scorrimento orizzontale, Palle d’Acciaio, una partita di calcio tutti contro tutti con un pallone metallico gigante, Razzi Pazzi, dove dovremo inclinare il telefono per domare un potente razzo spaziale, Bombaroli, un frenetico last animal standing a tema western dove lo scopo è quello di liberarsi degli altri animali a colpi di bombe e Ciambellani, una giostra in stile medievale dove vince chi infilza più ciambelle con la sua lancia.

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Mmm, ciambelle…

Nella categoria tre peperoncini ci sono Tour de Frantics, una divertente gara con strambe biciclette dove l’ultimo che arriva esplode, Gran Rimbalzone, nel quale lo scopo è schiacciare gli avversari saltando su dei palloni giganti, Problemi e Ghiaccioli, dove vince chi rimane per ultimo sulla cima di una montagna ghiacciata, che va via via restringendosi e Re della Collina, nel quale l’obiettivo è raggiungere una piattaforma sopraelevata insieme a un altro giocatore, auto-lanciandosi con dei cannoni.

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La giraffa è in difficoltà.

Se volete assaporare il vero spirito di Frantics la modalità che fa per voi è Festa della volpe: anch’essa composta da quattro minigiochi, questa modalità costituisce un vero e proprio party game.
Alla fine di ogni minigioco, in base alla posizione ottenuta vengono assegnate delle corone, che rappresentano il punteggio.
Durante i singoli minigiochi invece è possibile raccogliere delle monete, con le quali comprare degli oggetti da utilizzare nel minigame successivo.
Tra un minigioco e l’altro intervengono dei piacevoli diversivi, che si verificano a seconda dell’andamento della partita, sempre che il nostro deus ex machina dalle fattezze volpine sia d’accordo.
Quello che si ripete più di frequente è Passa la Bomba, e consiste in un divertente intermezzo dove i quattro animali, inquadrati con visuale laterale, si passano a turno un esplosivo.
Per ogni secondo in cui ne sono in possesso guadagnano una moneta, mentre chi esplode insieme alla bomba le perde tutte.
Un altro divertente intermezzo è il Dilemma del Traditore: due dei quattro giocatori tengono le estremità di una corda, la quale a sua volta sorregge un’incudine. Al via di Volpe dovranno scegliere se accontentarsi di una corona ciascuno, o essere avidi e provare a intascarle entrambe.
Il problema nasce nel momento in cui anche l’altro giocatore dovesse optare per l’intero bottino; in quel caso l’incudine si abbatterà su entrambi, lasciandoli a mani vuote.

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Il Dilemma del Traditore in tutta la sua crudeltà.

Un’altra variazione sul tema è data dall’Asta, dove con le monete accumulate nei minigiochi precedenti si possono comprare eccentriche attrezzature, che garantiranno poi un vantaggio nel gioco successivo.
Tra un minigame e l’altro può accadere che alcuni giocatori ricevano una chiamata da Volpe in persona, che comunicherà la Missione Segreta, la quale di solito consiste nel dover aiutare un particolare giocatore, o nel tentare di sabotarne un altro.
Affrontati i quattro minigiochi e gli eventi speciali intercorsi tra l’uno e l’altro non rimane che decretare un vincitore, e per farlo non c’è modo migliore del Gran Finale.
In questa prova le corone accumulate dai vari giocatori si tramutano in vite, le quali andranno usate per sopravvivere a una sorta di battle royale che si svolge in cima alle nuvole, con un funzionamento molto simile, per non dire identico, al minigioco Problemi e Ghiaccioli, con la differenza che a ogni vita persa è possibile acquistare un oggetto, da utilizzare poi al momento del respawn.
L’ultimo sopravvissuto sarà il campione di Festa della volpe e, di conseguenza, di Frantics.

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Signore e signori: il Gran Finale!

Il principale pregio di Frantics è senza dubbio la direzione artistica: graficamente è un titolo solido, molto piacevole da vedere, con colori accesi e uno stile che lo accomuna alla claymation, ovvero la tecnica che prevede la modellazione e l’animazione a passo uno di modelli in plastilina, utilizzata in successi cinematografici quali Wallace & Gromit  – La maledizione del coniglio mannaro e Shaun, vita da pecora – Il film.
Gli stessi animali hanno un look stralunato che ben si confà allo spirito goliardico dei minigiochi.
Ho apprezzato molto anche il sonoro, con effetti volutamente sopra le righe e musiche accattivanti e orecchiabili, che si adattano in maniera ideale alle situazioni assurde proposte in game.
I controlli tramite smartphone funzionano alla perfezione, e francamente non ho mai sentito la mancanza del joypad, anche se avrei preferito una predominanza dei controlli touch rispetto a quelli basati sul giroscopio, ma è una questione di gusto personale.
La varietà non è il punto forte di Frantics, perché quattordici minigiochi non sono molti, e alcuni si somigliano eccessivamente. Anche gli intermezzi della Festa della volpe, per quanto originali e ben fatti, nel medio/lungo termine tendono a ripetersi.
Inoltre a livello di modalità si sarebbe dovuto fare qualcosa in più, dato che a conti fatti vi ritroverete a giocare solo a Festa della volpe. La longevità di conseguenza non è altissima, e dopo l’entusiasmo iniziale c’è il rischio che avvierete Frantics solo in occasioni particolari, vista anche l’assenza di qualsiasi modalità online.
Va però ricordato che i titoli PlayLink vengono proposti a 19,99 €, quindi non sarebbe neanche giusto pretendere una durata pari a quella di titoli tripla A, venduti a tre volte tanto.
Da segnalare un buonissimo adattamento italiano, sia per quanto riguarda la traduzione che per il doppiaggio, realizzato in maniera egregia.

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Campioni del mondo!

Concludendo, non posso che promuovere Frantics e il lavoro svolto da NapNok Games.
A fronte dei limiti insiti nel genere dei party game, la software house danese ha plasmato un ottimo titolo, che avrebbe sicuramente beneficiato di qualche minigioco in più e di maggiori modalità multiplayer, ma che anche in questa forma riesce a divertire e intrattenere.
Se siete soliti ospitare amici a cena, o se volete dimenticare per qualche minuto una cocente delusione sportiva, Frantics è decisamente il gioco che fa per voi.

Perché sì:
Perché no:
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Sempre divertente
  • Musiche fischiettabili
  • Adattamento italiano perfetto

 

  • Poca varietà
  • Nessuna modalità online

 

Volpe e il suo brandy

Migliora le serate tra amici

Sedie Selvagge

Il Gran Finale

trillo81 - Biografia

È passato da Basketball per Atari 2600 al 4k HDR in soli 36 anni. Crede che il gioco più bello sia sempre quello che deve ancora iniziare, ed è fermamente convinto che, come tutte le tendenze transitorie del web, le biografie in terza persona siano destinate a sparire. Aiutatelo ad azzeccare questa profezia iniziando col non leggere la sua.