Dragon Ball FighterZ

Onde energetiche alla corte di Re Goku

Pubblicato il 01/02/18 da Barbarossa
recensione
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Dragon Ball FighterZ

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Fin dal momento dell’annuncio di Dragon Ball FighterZ ho cominciato a sentirmi come da bambino, quando guardavo la saga di Goku su Namek, in trepidante attesa che finalmente atterrasse sul pianeta e salvasse tutti, come sempre. Posso dirvi fin da ora che sì, Dragon Ball FighterZ è atterrato su console e PC (ma non su Switch) e ha salvato tutti.

Ecco il nostro eroe che atterra su Namek

Dragon Ball FighterZ,  sviluppato da Arc System Works e distribuito da Bandai Namco, è un picchiaduro a 2,5 dimensioni, ossia giocato in due dimensioni ma con modelli 3D, con combattimenti tag-team 3 contro 3. Ma è anche molto più di questo: Dragon Ball FighterZ è probabilmente il miglior gioco di Dragon Ball degli ultimi dieci anni. Mi sono voluto sbilanciare, perché questo titolo mi sta regalando enormi soddisfazioni, sotto ogni punto di vista. Ma andiamo con ordine.
Il gioco si ispira, o per meglio dire si fonda, sullo scheletro solido che Arc System Works ha costruito negli anni passati, con titoli ormai affermati nella scena picchiaduro quali BlazBlue o Guilty Gear. Da questi giochi Dragon Ball FighterZ eredita l’anima frenetica e veloce, offrendo un gameplay incredibilmente fluido, naturale e  istintivo.
Questo fattore viene messo ancor più in evidenza da un’importante scelta di game design, condivisibile o meno: l’introduzione delle auto-combo.
Dragon Ball FighterZ si basa su un sistema classico a quattro tasti (e le relative coppie di combinazioni), che ci permetterà di eseguire attacchi leggeri, medi, pesanti, rush in aria contro l’avversario, e una sorta di presa, funzionante però come launcher. Premendo ripetutamente attacchi leggeri, medi e pesanti potremo eseguire delle auto-combo, che nell’immediato daranno molta soddisfazione, ma di cui, dopo poco tempo, emergeranno tutti i limiti.

Goku e il suo attacco pesante. A farne le spese un suo clone.

Questa scelta ha fatto però infuriare i puristi, che hanno subito bollato il titolo come un gioco per casual gamers, ossia per coloro che non sono veri giocatori di picchiaduro, ma solo persone che frequentano occasionalmente questo genere. Per quanto mi riguarda è questo uno dei punti di forza di Dragon Ball FighterZ: fa sì che neofiti del genere si avvicinino al mondo dei picchiaduro, giocatori che altrimenti non avrebbero mai provato a muovere i loro passi in questa direzione.
Considerato il supporto che Arc System Works intende offrire al gioco, anche per quanto riguarda la scena torneistica competitiva, Dragon Ball FighterZ non può far altro che portare nuova linfa vitale a un genere che, di base, sta diventando sempre più restrittivo, a causa della quantità di ore di allenamento necessarie solo a poter pensare di affacciarsi sulla scena competitiva.
È grazie al sistema di comandi immediato, alla fluidità d’esecuzione e all’incredibile quantità di feedback che vengono dati al giocatore che questo gioco ha tutti i numeri per poter fare bene su tale scena, e anche molto di più.
Quanto a carne al fuoco, Dragon Ball FighterZ all’uscita offre una modalità Storia, molto succosa e ben fatta, e costituita da tre archi narrativi; una modalità Arcade molto ben studiata, con un innovativo sistema di progressione, che premia finalmente le abilità del giocatore in base al voto ricevuto a fine incontro; e tantissime modalità di gioco online, che ci permetteranno di sfidare sia amici che giocatori casuali, con molteplici combinazioni differenti.

Mai dire a Goku che è un gioco per casual gamers!

Venendo ai meri numeri: 24 personaggi giocabili tra Dragon Ball Z e Dragon Ball Super, e 14 livelli iconici, che ci permetteranno di combattere nei luoghi più interessanti e memorabili del mondo creato da Akira Toriyama.
Artisticamente parlando, Dragon Ball FighterZ è uno spettacolo per gli occhi, in quanto riesce a illudere di stare giocando all’anime, questo grazie al suo cel-shading di qualità incredibile, alle cut-scene studiate fin nei minimi dettagli e a un’interfaccia utente che, anche se molto scarna, risulta chiara ed efficace.
Il comparto audio è ottimo, e offre i classici effetti sonori che qualsiasi amante di Dragon Ball saprebbe distinguere a occhi chiusi. Un peccato l’assenza delle colonne sonore originali, che arriveranno però in seguito: nonostante ciò la OST presente all’uscita è molto energica, e si sposa magnificamente con il mondo di Dragon Ball.
Ma quindi, Barba, mi stai dicendo che ‘sto gioco non ha neanche un difetto?” mi chiederete voi. Ne ho trovato uno, in effetti: l’intelligenza artificiale della modalità Storia è veramente troppo, troppo facile da battere.
Quella della modalità Arcade, invece… è tutta un’altra musica.
Per concludere, quindi, Dragon Ball FighterZ splende di luce propria praticamente in ogni aspetto, cosa che mi porta assolutamente a consigliarvelo, senza ombra di dubbio.
Non importa che siate amanti dei picchiaduro, di Dragon Ball, di entrambi o di nessuno dei due: Dragon Ball FighterZ è uno di quei giochi che DOVETE giocare e aggiungere alla vostra collezione. Non ve ne pentirete.

See you, Game Cowboys!

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay stellare
  • Il mondo di Dragon Ball è ricreato alla perfezione
  • Graficamente ineccepibile
  • Comparto audio curatissimo

 

  • Story Mode troppo facile

Kamehameha

It's over 9000!

Ahi - IA - Ahi

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.