Call of Duty Black Ops 4

2010, sei tu?

Pubblicato il 26/10/18 da Samuel Castagnetti
recensione

Call of Duty Black Ops 4

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Anno nuovo, nuovo Call of Duty, anche se per questo giro di giostra Black Ops 4 presenta varie novità rispetto ai capitoli precedenti. La nuova release di Treyarch vede l’assenza di una modalità campagna singleplayer e l’aggiunta di Blackout, il Battle Royale in salsa CoD.

Come avevo già accennato nell’anteprima, è da qualche anno che non seguo il titolo, e di conseguenza sia la mia conoscenza degli ultimi capitoli che la mia memoria motoria del gioco sono limitate, ma giocando comunque spesso e volentieri ad altri shooter ho un buon metro di paragone con quello che ha da offrire il mercato. Detto questo, ovviamente esplicito che quello che scriverò nella recensione è il mio pensiero e potete tranquillamente non condividerlo. Con queste premesse possiamo incominciare a parlare del gioco, e, come avrete già intuito, non sarò particolarmente gentile nel mio giudizio.

L’importanza dell’abilità speciale di ogni personaggio è centrale nel multiplayer.

La scelta di eliminare la campagna per concentrarsi sul multigiocatore può essere giustificata dal fatto che si voglia offrire un’esperienza competitivia migliore. Questa scelta va accettata, in un mondo videoludico che sta centrando i riflettori sempre più su eSport e Battle Royale. Lasciandoci alle spalle i giorni del singleplayer, oggi ci si trova davanti al classico multigiocatore, Blackout e Zombies. Partendo dal multiplayer classico, seppur comprendente modalità interessanti, ho personalmente vissuto male ogni secondo che vi ho passato dentro. Come già accennato prima, sicuramente parte della mia cattiva esperienza è dovuta al mio non essere più abituato a CoD, ma non credo possa essere l’unico fattore ad aver contribuito alla mia insofferenza.

Partendo dal fatto che giocando su PC il feel che mi ha dato questo titolo è da gioco console. Questa sensazione si traduce in un gameplay che dovrebbe avere ritmi leggermente più lenti per via delle limitazioni hardware console, che invece su PC non si fanno sentire. Un secondo fattore è dovuto alla hit registration, che, se devo essere sincero, sto ancora cercando di spiegarmi ora. La precisione con cui si colpisce e il danno fatto e ricevuto è sinceramente inconsistente.
Si può sparare ad un nemico per attimi infiniti senza ucciderlo, oppure per un solo momento ed eliminarlo, senza una una consistenza di fondo (ovviamente tenendo conto della sua vita rimanente). Non solo, spesso molti colpi vengono registrati pur non essendo effettivamente nella supposta hit box del giocatore.

Questo ci porta direttamente al vero grande problema, ovvero il tick rate dei server.
Apparentemente i server di CoD BO4 hanno un refresh rate di 20 hz: fosse vero, si spiegherebbero molte cose relative a varie discrepanze nelle quali si incappa sia nel multigiocatore normale che in Blackout. Se questi dati fossero effettivamente comprovati, è abbastanza evidente che i server a disposizione del gioco non rientrano in parametri accettabili per uno shooter multigiocatore del 2018.

Mi manca Blitz di Siege.

Tornando a questioni di design, continuo ad essere dell’idea che il multigiocatore classico sia vittima di diverse influenze, come avevo già sottolineato nell’anteprima, e che, pur tornando ad un sistema di gioco più classico, questa confusione rimane. Ora, valutando il fattore legato al ritorno alle origini della serie, devo dire che per me è un problema, anche se non lo pensavo che potesse esserlo.

Il perché lo trovo nel fatto che l’industria è andata avanti mentre Call of Duty sta andando indietro. Dovessi paragonare Call of Duty ad uno shooter moderno lo paragonerei a Titanfall. Indipendentemente dal fattore cheater, Titanfall è estremamante divertente, porta un gameplay dinamico e verticale e lo condisce con i robottoni.
Call of Duty
per me non è stato estremamente divertente: è dinamico, ma si ferma qui. BO4 è tornato all’epoca d’oro degli shooter console, il resto degli shooter però ha aggiunto spessore alle proprie meccaniche.
Quindi sì, se giocate su console e vi piace vivere nel passato vi divertirete probabilmente, sempre che il netcode non vi prenda a schiaffi.

Seraph e il suo pistolone. Il personaggio che ho usato più spesso.

E’ ora di passare alla vera hit del gioco: Blackout. Blackout è sicuramente il miglior Battle Royale sul mercato (tolto Fortnite, che ha dei parametri leggermente diversi). Non mi sbilancio a dire che non c’è niente di meglio come prodotto Battle Royale, è semplicemente vero.
Questo traguardo è stato raggiunto da un semplice fattore: se spari a qualcuno, lo colpisci. Ovviamente il maggior competitor e metro di paragone di Blackout è PUBG, e per quanto la gente odi i paragoni è giusto farli. In PUBG, se spari a qualcuno devi sperare di colpirlo, e una volta che lo hai colpito, avendo un time to kill abbastanza basso, hai buone possibilità di ucciderlo se lo colpisci nuovamente.

Su Call of Duty, se miri a qualcuno, solitamente lo colpisci, ma il time to kill è alto, quindi devi avere una buona consistenza nell’affondare i colpi. Il fatto che su PUBG le armi sparino a banana è un fattore sinceramente fastidioso, che mi ha spinto ad allontanarmici abbastanza celermente.
Il fatto che in Blackout i colpi vadano dove spari è un importante punto a favore. Le migliorie che vengono apportate al genere sono interessanti, in particolar modo i perk collezionabili, che, se usati nella situazione giusta, possono cambiare il verso di un partita. Il resto del gameplay loop è pressoché lo stesso.

Battery di arroganza.

Il grande difetto che io attribuisco a Blackout è la sua voglia di essere Call of Duty. Con questo intendo che lo sviluppatore ha artificialmente reso Blackout un deathmatch di CoD su larga scala. Per far risaltare il classico dinamismo della serie, e probabilmente per limiti tecnici, la mappa di gioco di Blackout è abbastanza ridotta.
Dall’aereo/elicottero/aliante stupendo è infatti possibile raggiungere qualsiasi destinazione in mappa. Ulteriormente, il numero di giocatori non è ridotto, ma è lo stesso di una classica partita a PUBG… però su una mappa grande un quinto.
Questo porta i giocatori ad ammassarsi nelle aree di interesse e al non essere mai soli nella fase di looting iniziale. Non è un difetto in sé, anche perché sicuramente a molti piace questo fattore caciara; ma dall’altra parte impedisce al giocatore più conservativo di provare a vincere con l’astuzia e la preparazione.
Come detto, son felice per i giocatori che si lanciano subito nella lotta e sicuramente Blackout è perfetto per loro, ma per il giocatore che fa della preparazione e attesa il suo punto forte non c’è particolare spazio.

Zombies è zombies, ci sarebbe davvero poco da dire da parte mia.

“Ma ne hai parlato solo male” direte voi. E io vi rispondo che non vi impedisco di farvelo piacere, ma per me semplicemente ci sono i fattori elencati sopra che purtroppo hanno inficiato la mia esperienza di gioco e di conseguenza e in conclusione per me Call of Duty Black Ops 4 non è uno shooter divertente. Per ora però godetevi il miglior Battle Royale “realistico” sulla piazza.

Perché sì:
Perché no:
  • Miglior Battle Royale realistico
  • Ritorno alle origini ma...

 

  • ... non per forza un passo avanti
  • Frequenza dei server che crea problemi a cascata

Battle Royale

Rednek - Biografia

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.