Bombslinger

C'era una bomba in America

Pubblicato il 29/05/18 da Jack Ryder
recensione
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Bombslinger

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Per amore dell’onestà ci tengo ad appendere una piccola parentesi in capo a questo articolo: non sono il fan numero uno di Bomberman. Non lo sono mai stato. Tenete conto di questo, in quanto alcuni dei miei commenti negativi potrebbero essere esacerbati da alcune antipatie che ho verso la serie.
Nonostante ciò, questo è anche il motivo per cui ho deciso di provare Bombslinger. Non solo mi è sembrato più interessante del solito Bomberman, ma trovo che sia importante spingersi oltre la propria comfort zone e provare qualcosa a cui normalmente non si darebbe una chance, perché non si sa mai quando potrebbe farti cambiare idea.
La domanda è: ci sarà riuscito?

Bombslinger è un action-puzzle game che mischia il gameplay del classico Bomberman ad elementi rogue-lite, sviluppato dai belgi Mode4 per PCXbox One e Nintendo Switch.
La combinazione potrebbe sembrarvi alquanto strampalata, ma è proprio l’elemento che mi ha fatto alzare un sopracciglio. Non c’è nulla di male nel ricreare il passato, ma un gioco dovrebbe anche tentare di muoversi in avanti e forgiare un’identità con la forza delle proprie idee. Nel caso di Bombslinger quest’idea è molto ingegnosa, ma non priva di problemi, come andremo a vedere a breve.

Bombslinger inizia come tutte le buone storie western: un ranch distrutto, una vita in frantumi, tanti cattivi da prendere a calci.

Esattamente come nei classici Bomberman il gioco è un misto di action e puzzle, in livelli a griglia con visuale dall’alto. Ci vestiamo del poncho zozzo di McMean, criminale in pensione, tornato in azione per esigere vendetta sulla sua vecchia gang che, per ripicca, gli ha bruciato il ranch e ammazzato la moglie. Che dispettosi.
Ovviamente siamo armati delle bombe che McMean può piazzare per terra, le quali esplodono, dopo alcuni secondi, nel classico pattern a croce.
Qui giace il primo problema del gioco. Se c’è una cosa che mi ha sempre fatto imbestialire di Bomberman è che nessuno al mondo rimarrebbe nel raggio di un’esplosione avendo tutto il tempo del mondo per allontanarsi, che rende il gameplay una costante caccia al topo, nella speranza che il topo si rincretinisca all’improvviso e si metta spalle al muro. Questo problema è presente più che mai in Bombslinger. Come da tradizione si inizia la partita con una singola bomba che esplode a una singola cella di distanza, il che è assurdamente poco quando i nemici sono veloci abbastanza da allontanarsi in tempo dall’esplosione. Normalmente questo è parte della strategia, è qui che l’elemento puzzle di questo action-puzzle entra in gioco, ma Bombslinger è un rogue-lite, di conseguenza la frequenza e qualità dei power-up è estremamente labile.
Ogni nemico steso regala un tot di punti esperienza e a ogni level up è possibile scegliere uno di tre potenziamenti casuali. Se il primo paio di level up non vi regala almeno un potenziamento per aumentare il raggio delle bombe fate prima a resettare la partita e ricominciare, perché non andrete di sicuro da nessuna parte.

In ogni livello c’è sempre un negozio dove trovare qualche power-up. I soldi non sono rari, ma la roba in vendita non vale quasi mai il prezzo. Il pool tende a preferire oggetti scarsi.

Detto ciò, ci sono modi per facilitarsi la vita. McMean, oltre alle bombe, può equipaggiare anche armi e power-up secondari, acquisibili in vari modi (comunemente dai forzieri sparsi per le mappe), che consumano spirito a ogni utilizzo. Prima di iniziare una partita, inoltre, possiamo scegliere alcuni potenziamenti permanenti, sbloccabili completando gli achievement. Alcuni di questi sono mostruosamente utili e non c’è ragione di iniziare una partita senza.
Ad esempio, è possibile partire con in mano una superbomba dal raggio illimitato (arrestato solo dai muri), un aiuto essenziale per svariati motivi: intanto, permette di sopperire al cortissimo raggio delle bombe iniziali, inoltre rende molto più facile uccidere più nemici in un colpo, il che moltiplica l’esperienza per il numero di bersagli stesi. Certo, usare una superbomba richiede un bel po’ di punti spirito, ma si recuperano molto facilmente. Non è intelligente abusarne, ma sarebbe stupido non usarla.

In multiplayer di sicuro nessuno se ne starà fermo a farsi esplodere. Ovviamente segue gli schemi del classico multiplayer di Bomberman, ma non è l’attrazione principale.

Questo ci porta al secondo problema di Bombslinger: non è bilanciato benissimo. Purtroppo è endemico dei rogue-lite, e non posso fargliene una colpa, ma resta il fatto che alcuni playthrough siano destinati a fallire con un tiro di dado. Si può alleggerire il problema con un po’ di abilità personale, del resto i nemici sono generalmente ben progettati e c’è sempre il modo di fregarli, ma capita spesso che vada semplicemente tutto storto e che la partita sia da buttare.
Inoltre la difficoltà è anche piuttosto alta, al di là delle mie personali incapacità con il genere. Ci sono un sacco di nemici con armi da fuoco o pattern piuttosto ardui da aggirare, sempre in spazi angusti, senza contare che le bombe fanno male a McMean tanto quanto ai cattivi.

Gli spazi claustrofobici sono croce e delizia del genere.

Questi ultimi due problemi ci portano a ciò che trovo Bombslinger faccia meglio rispetto al suo ispiratore. Numero uno, McMean ha una barra della vita (rappresentata in cuoricini), il che attutisce il danno degli errori. Mai più bestemmiare come adoratori di Satana quando una singola bomba piazzata male ci fa perdere tutti i power-up. Numero due, i livelli sono generalmente molto ben costruiti. Il generatore casuale di mappe riesce a infarcirle quanto basta di tante piccole variabili (laghetti, ponti, elementi unici in base al livello eccetera) che stuzzicano l’ingegno e rendono le strategie più interessanti.

Quando il generatore vuole riesce a tirare fuori dei livelli davvero intriganti.

So che questo va contro l’idea stessa del gioco, ma penso che Bombslinger sarebbe un gioco migliore se non fosse un rogue-like. Il gameplay è molto fluido, le esplosioni soddisfacenti e i nemici variegati e ingegnosi, se solo fosse un classico action-puzzle a livelli mi sarei goduto molto di più l’esperienza.
In sostanza, Bombslinger non è male, è ben fatto e ha buone idee, contrastate solo dal genere a cui appartiene. A parte le mie personali ripicche, non fa nulla di eccessivamente sbagliato e lo consiglierei assolutamente a un fan dei classici Bomberman (anche se la modalità multiplayer non è il massimo, il singleplayer è chiaramente l’attrazione principale). Bombslinger piacerà di certo a molti, anche se non è piaciuto troppo a me.

Perché sì:
Perché no:
  • L'idea alla base è ingegnosa...
  • Buona varietà di power-up e armi
  • Boss tosti, ma gradevoli

 

  • ...ma è anche la sua più grave pecca
  • Difficoltà molto alta

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Jack Ryder - Biografia

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.