Blazblue: Cross Tag Battle

Schiaffi nel multiverso Arc System Works

Pubblicato il 10/07/18 da Barbarossa
recensione

Blazblue: Cross Tag Battle

Software House: /
Team di sviluppo: /
Piattaforma: /
PEGI:

Il 2018 è decisamente l’anno dei picchiaduro. Le uscite degli ultimi mesi – e soprattutto quelle che dovranno venire in futuro – stanno offrendo nuova benzina a questo genere da sempre di nicchia, pensato ad una fan base dedicata e altamente selettiva.

Arc System Works l’ha sempre saputo ed è riuscita a creare vari giochi con vari gradi di complessità, i quali  hanno però avuto sempre la possibilità di crescere in parallelo. BlazBlue: Cross Tag Battle fa sicuramente parte dei franchise made in Arc più avvicinabili; nonostante ciò anch’esso può regalare grandi soddisfazioni ai suoi giocatori, a patto che si accetti di scendere a qualche compromesso.

2v2: Let’s go, baby!

BlazBlue: Cross Tag Battle ci offre la possibilità di affrontare frenetici incontri 2v2 con un importantissimo fattore aggiuntivo: infatti, oltre ad avere personaggi dal mondo di BlazBlue, questo titolo ci permetterà di giocare anche con 20 personaggi di RWBY, Persona 4 Arena e Undernight In-Birth, regalandoci quindi un ambizioso cross-over.

Il gioco rimane coerente con i suoi precedessori, ovvero un picchiaduro 2D di vecchio stampo che però, sia per aspetto che grafico che realizzazione tecnica, non ha nulla da invidiare alla concorrenza: sprite di alta qualità ci permetteranno di avere personaggi qualitativamente importanti e dalle animazioni fluide sia in modalità docked che in modalità portable (come ormai avrete modo di capire, ho avuto modo di giocare alla versione per Nintendo Switch), rendendolo un ottimo picchiaduro “tascabile”.

La suddetta portabilità del titolo si conferma anche grazie alla semplicità di controlli che ha da sempre contraddistinto questo franchise, con un sistema di auto-combo decisamente gratificante (cosa che potrebbe far storcere il naso ai più puristi), anche se la corsa degli stick analogici e la conformazione del d-pad di Switch non aiutino particolarmente: ciò nonostante, dopo poco si entra nell’ordine di idee di input e si cominciano a macinare combo su combo.

Un proficuo esempio di cross-over

Quello che BlazBlue: Cross Tag Battle non ci offre, però, è purtroppo un’esperienza Single Player soddisfacente. Nonostante la Story Mode sia interessante ed ironica (forse anche troppo a volte) e sia in grado di regalare qualche ora di gioco tutto sommato piacevole, la mancanza di un Arcade Mode (che mi auguro venga introdotta in seguito) o di qualsiasi altra modalità da svolgere in singolo che non sia una V.S. Mode, mette subito in luce la generale scarsità di contenuti del titolo. Anche il roster non è da meno: tutto sommato è striminzito e non fa altro che evidenziare maggiormente i difetti di questo titolo. Il multiplayer è stabile e si presenta anche in maniera piuttosto soddisfacente, con la ormai solida formula della lobby in 3D (dove potremo sfoggiare avatar personalizzati acquistati grazie ai crediti guadagnati giocando) che da sempre ha contraddistinto i titoli Arc System Works.

Riguardo al gameplay, BlazBlue: Cross Tag Battle ci offre delle specifiche e fresche meccaniche riguardanti la gestione di 2 personaggi a schermo, dandoci estrema libertà nel farli alternare e combinare i loro attacchi e le interazioni tra loro, anche se avrei gradito un po’ più di cutscene specifiche di pre-combattimento (Street Fighter III: 3rd Strike rimane imbattuto ancora dopo anni, ahimé).

Queste meccaniche ci offrono una grande dinamicità del combattimento e aumentano esponenzialmente le possibilità a livello di combinazioni testabili per capire quali siano le migliori sinergie. E se il mio personaggio rimane solo? Non c’è problema! Una modalità specifica sarà attivabile in combattimento, potenziando il vostro personaggio per cercare di tenere testa all’avversario… quindi sarete sempre lì a giocarvela in ogni situazione.

Attacchi in combinazione decisamente stilosi!

In definitiva, BlazBlue: Cross Tag Battle si presenta come un picchiaduro dalla struttura solida grazie all’infrastruttura vincente di Arc System Works ma che non convince pienamente data la scarsità di contenuti al lancio, il tutto aggravato da un prezzo al lancio praticamente ingiustificato. Su Switch questo ultimo fattore viene parzialmente mitigato dalla natura stessa della console, offrendoci la possibilità di giocare in ogni occasione.

See you, Game Cowboys!

Perché sì:
Perché no:
  • Cross-over audace
  • Portabilità su Switch
  • asset 2D di qualità

 

  • Contenuti al lancio striminziti
  • Prezzo non competitivo

Ovunque!

Such 2D WOW

Tutto qui?

Barbarossa - Biografia

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.