U.S. Telegraph

Alla conquista del Far West con il codice Morse

Pubblicato il 19/09/18 da luizbriganti
recensione
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U.S. Telegraph

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Tra le novità di Da Vinci degli ultimi mesi troviamo U.S. Telegraph, un titolo che a vederlo non gli si darebbero due lire e che ricade in quella categoria di giochi belli dentro, ma che non invogliano tanto l’acquisto e che pure riesce a sorprendere per quanto sia coinvolgente. In questo titolo, opera di Marcel-André Casasola Merkle, verremo calati nel Far West, all’epoca dell’installazione delle prime ferrovie negli Stati Uniti, e vestiremo i panni di magnati dell’edilizia che vogliono fondare nuove città, collegando le une alle altre con tratti ferroviari, lungo i quali scorreranno parallelamente anche le linee del telegrafo.

La componentistica del gioco.

Lo scopo di ciascun giocatore sarà quello o di collegare con le tessere del proprio colore due città diverse, oppure di costruire 30 edifici dalla propria riserva. Durante il proprio turno, un giocatore può eseguire una tra le tre azioni disponibili: pescare da 0 a 2 edifici dalla propria riserva gli consentirà di posizionare quel numero di edifici sulla propria plancia, in modo tale da poterli costruire in turni successivi; Costruire da 0 a 3 edifici gli permetterà di costruire fino a tre edifici dalla propria plancia sull’area comune di gioco, che non è altro che una porzione di America su cui i giocatori costruiranno le loro città. Ogni edificio ha un costo in risorse, che possono essere pagate scartando le carte corrispondenti dalla propria mano, oppure utilizzando gli esagoni presenti sui lotti di terreno su cui vengono costruiti gli edifici: ognuno di questi esagoni riporta una risorsa che produce. In più, sulla propria plancia di gioco gli edifici sono collegati da una sorta di catena di costruzione grazie alla quale, ogni volta che si costruisce un edificio adiacente a un altro che nella suddetta catena sarebbe venuto subito prima, non si paga alcun costo in risorse. Questo consente di massimizzare la costruzione e raggiungerne più velocemente l’obiettivo. In alternativa, qualora un giocatore non svolgesse nessuna delle due azioni precedenti, può scegliere di pescare fino a tre carte risorsa dal mazzo delle risorse. 

Ci sono infine i minatori, che vengono guadagnati dai giocatori ogni volta che completano un set di edifici. Questi possono essere spesi per ripetere un’azione di un tipo effettuata nel corso del proprio turno.

Le tessere degli edifici

Quello che fin qui sembrerebbe un gioco gestionale piuttosto classico, in realtà è quasi un gioco astratto, in quanto interviene una meccanica quasi scacchistica che non porta i giocatori soltanto a cercare di raggiungere per primi i propri obiettivi, ma anche a impedire ai loro avversari di raggiungere i loro. Nella mia partita di test mi sono trovato a chiudere ogni strada al mio avversario, il quale stava cercando di collegare due città tra loro. Rendere la vita difficile ai propri avversari è anche un modo per esaurire velocemente i propri edifici, tentando magari di realizzare l’obiettivo dei 30 edifici costruiti.

Tuttavia, non è così semplice né definitivo chiudere gli spazi di manovra al proprio avversario. Infatti, ogni volta che un giocatore esaurisce una delle quattro pile di edifici dalla propria plancia posiziona nell’area di gioco comune un nuovo appezzamento di terreno, una tessera speciale composta da sette esagoni che rappresentano nuovi lotti di terreno su cui è possibile costruire.

La plancia del giocatore

U.S. Telegraph riesce a sorprendere con la sua semplicità e immediatezza, che però non evitano al giocatore il dover approntare una buona strategia per poter mettere i bastoni fra le ruote agli avversari e vincere di conseguenza la partita.

Ci sono giochi che per ambientazione e presentazione non sembrerebbero avere molto appeal. Ma, come per i libri, anche per i giochi da tavolo vale la regola che non vanno giudicati – solo – dalla copertina. Certo, l’immaginario che suscitano e le illustrazioni che lo presentano sono di grande aiuto da un punto di vista di marketing, ma poi in fondo è la sostanza quello che conta. In U.S. Telegraph la sostanza c’è ed è di buon impatto.

Perché sì:
Perché no:
  • Semplice ed immediato
  • Strategico
  • Scacchistico

 

  • Ambientazione ma è un contro relativo

Immersivo

Molto strategico

Non scontato

luizbriganti - Biografia

Luigi Briganti
Luigi Briganti (Lamezia Terme, 1985) è nato in Calabria, ma da oltre 15 anni vive in Toscana. Laureatosi in Storia Medievale presso l'Università di Pisa, ha collaborato con diverse testate giornalistiche locali. E' insegnante supplente di Italiano e Storia nelle scuole superiori e web-designer in proprio. Tra le sue passioni la lettura, il gioco di ruolo e il gioco da tavolo, quest'ultimo diventato hobby frequente da un paio d'anni a questa parte.