Tikal

A caccia di tesori nella foresta.

Pubblicato il 28/02/18 da Cathoderay
recensione

Tikal

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Tempo di gioco: /
Ci sono titoli che non sembrano invecchiare mai, grazie alle meccaniche raffinate o alle regole estremamente bilanciate, ma che alla fine vengono lasciati in disparte, perché la qualità dei materiali è scadente o la grafica ormai vecchia.
Il mio primo impatto con Tikal è stato più o meno quanto detto poc’anzi: vedendo foto delle vecchie versioni del 1999 non ero del tutto convinto di quello che mi sarei trovato davanti.
Ma all’arrivo in redazione della nuova edizione edita da dV Giochi ho cambiato idea immediatamente: una rinfrescata ai materiali e alla grafica riportano sulla cresta dell’onda lo gioco storico ideato nel lontano 1999 dal duo Kramer-Kiesling e che ha vinto numerosi premi.
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Quando la confezione invoglia a giocare!

Ora diamo un occhiata alle regole: ogni giocatore impersona un esploratore nella foresta centroamericana alla ricerca di antichi tesori e di piramidi maya, spostando la propria spedizione che si avventura su di un tabellone (a caselle esagonali) alla scoperta di reperti.
Partendo dalle poche caselle iniziali (4) e riempiendolo progressivamente (durante il proprio turno) il giocatore preleva una tessera esagonale e la colloca a contatto con quelle presenti, ingrandendo così la mappa. Subito dopo potrà spendere i propri 10 punti azione per collocare omini (a costo 1), muoverli (al costo indicato sulle tessere), creare un nuovo campo base (al costo di 5 punti), scavare alla ricerca di tesori, aggiungere livelli delle piramidi, eccetera. Il gioco continua con le medesime meccaniche a rotazione. così che i giocatori accumulino punti.

Per tre volte il flusso del gioco verrà interrotto, in particolare all’uscita della Tessera Vulcano, dove verranno calcolati e attribuiti i punti accumulati fino a quel momento dai giocatori con le varie azioni intraprese. A fine partita (terminate le tessere) verranno calcolati i punti totali e a questo punto si capirà chi è il vincitore.
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La bellissima plancia di gioco.
Tikal, nonostante la sua età, ha delle meccaniche ancora freschissime e non sente assolutamente il peso degli anni passati, inoltre averlo riproposto con nuovi materiali e nuove grafiche non ha fatto altro che rinfrescare un piccolo gioiello del board-game made in Germania (il mio preferito) dandoci una valida alternativa a questa tipologia di gioco.
I materiali sono davvero belli: l’effetto scenico complessivo, vedendo crescere sul tavolo le piramidi è davvero d’impatto e anche  i mini meeple in legno, coloratissimi fanno la loro egregia figura, regalando un impatto visivo di ottimo livello e che fa sì che Tikal meriti di essere acquistato.
A livello di regolamento, dopo un primo giro per imparare regole e turni, si viaggia piuttosto spediti. Infatti, i giocatori possono tranquillamente farsi la guerra senza far durare i turni in maniera interminabile: il gioco è molto interattivo e i punti sono attribuiti a chi ottiene la maggioranza sulle piramidi, di conseguenza la lotta è di quelle serrate a calci e pugni per acquisire il controllo su zone più o meno ampie della plancia, sfruttando gli ostacoli di movimento a proprio vantaggio.
Da questo potete capire quanto sia di importanza vitale comprendere come piazzare le tessere che si pescano e che spesso sono collocate più per bloccare l’avanzata degli altri esploratori che per trarne beneficio diretto: non a caso tra le regole è presente una versione “avanzata”, che prevede la possibilità di aggiudicare le tessere in uscita nel turno all’asta, questo riduce l’effetto “bastoni fra le ruote” e permette sicuramente partite più equilibrate e strategiche, senza però appesantirne la meccanica di base.
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Una sessione particolarmente concitata.
Un aspetto positivo di Tikal è che ognuno può trovare il proprio motore di punti, cercando di isolare (con un attento piazzamento delle tessere) le zone di propria competenza dove  far rapidamente affluire gli esploratori grazie ai campi base aggiunti in posizione strategica. Diverse sono quindi le tattiche, partendo da quella classica, che prevede di piazzare subito in qualche zona difficile un esploratore, per poi creare il campo base, disseppellire rapidamente una piramide sino al  suo livello massimo e poi prenderne il controllo definitivamente sacrificando due unità (una delle azioni disponibili), così da avere una rendita costante.
Altra tattica attuabile è quella di essere i primi sui bordi, cosi da avere la possibilità di scavare tanti tesori, i quali a loro volta danno ottime rendite, mentre altri cercano di rivestire il ruolo di guastatori, puntando sulla diversificazione.
Alla fine, pur rimanendo un titolo essenzialmente lineare,  Tikal è un gioco che si rivela molto più profondo di quanto sembra, e che non mancherà di divertirvi per tantissime partite, diventando sicuramente un classico della vostra collezione di giochi!

Perché sì:
Perché no:
  • Bellissima grafica
  • Materiali fantastici
  • Non annoia mai

 

  • La modalità base permette poche tattiche

Materiali

Meeple

Rigiocabilità

Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale. Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.