Decrypto

Una buona comunicazione può salvarti la vita

Pubblicato il 16/05/18 da Luigi Briganti
recensione
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Decrypto

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Uno dei modi migliori per introdurre i neofiti ai giochi da tavolo è, senza dubbio, quello dei party game. I giochi che fondano le loro meccaniche di base su immagini e parole, sono evidentemente quelli più semplici da imparare e da giocare, non richiedendo molti sforzi da parte dei giocatori. Prodotto da Scorpion Masqué e distribuito in Italia da Asmodee Decrypto, opera prima di Thomas Dagenais-Lespérance, autore canadese esordiente, rientra senza alcun dubbio in questa categoria.

In Decrypto due squadre composte da un minimo di due a un massimo di quattro giocatori si sfideranno allo scopo di intercettare le trasmissioni in codice degli avversari.
Per farlo, avranno a disposizione ciascuna un set di quattro parole, visibili solo ai membri della propria squadra e non agli avversari, nascoste da uno schermo. Tali parole sono associate ciascuna a un numero, che va da uno a quattro.

I componenti di gioco.

A ogni turno un membro diverso della squadra ricoprirà il ruolo del capitano, il quale avrà il compito di far indovinare agli altri un codice composto da tre cifre, utilizzando delle parole che in qualche modo si riferiscano a quelle visibili da tutti. Per usare un esempio riportato nel manuale di gioco, se dietro il mio schermo leggo le parole Nero (1), Ragno (2), Cocktail (3) e Sombrero (4) e devo far indovinare il codice 3.4.2, potrei farlo dicendo ai miei compagni di squadra le parole Ombrellino, Messico e Zampe. Una volta che i compagni di squadra avranno dato la loro risposta, il capitano ripeterà ad alta voce le parole, così che anche i membri della squadra avversaria possano provare a indovinare la combinazione.

Lo schermo della squadra nera.

Lo scopo del gioco per ogni squadra è infatti quello di provare a intercettare due combinazioni avversarie e, possibilmente, non sbagliare nessuna di quelle del proprio capitano di turno. Ogni volta che si indovina una trasmissione avversaria, si prende un gettone bianco, mentre ogni volta che si sbaglia quella della propria squadra si ottiene un gettone nero. Indovinate due combinazioni, si vincerà automaticamente la partita, sbagliandone due alleate si perderà automaticamente.

A parte il primo turno, in cui provare a intercettare la trasmissione è praticamente impossibile, dal secondo turno in poi le squadre possono provare a indovinare il codice avversario; per farlo dovranno trovare delle corrispondenze tra le parole utilizzate dagli avversari a ogni turno e, possibilmente, ricollegarle alla parola relativa dietro lo schermo.

Per continuare con l’esempio precedente, tenendo a mente le parole Ombrellino (3), Messico (4) e Ragno (2), la squadra nera prova a intercettare il codice bianco a partire dalle parole Cappello, Rete e Uomo. Essendo ancora il secondo turno, non è facile trovare una corrispondenza, però non è impossibile. Tutto dipende infatti dalle parole che ci si trova davanti. Ogni capitano dovrà fare attenzione a non essere troppo esplicito, in modo tale da sviare gli avversari, allo stesso modo non dovrà essere neanche troppo ambiguo, così da non indurre in errore i propri compagni.

Se al termine di otto turni nessuna delle due squadre ha ottenuto due gettoni bianchi, oppure si è in una situazione di pareggio, entrambe potranno provare a vincere indovinando le parole degli avversari, o buona parte di esse, in  base alle corrispondenze tra quelle dette durante la partita.

All’occhio attento di un informatico non potrà sfuggire il codice sui monitor.

Decrypto ha il vantaggio di essere un gioco immediato e di facile giocabilità, una volta che si sono comprese le regole. Queste non sono difficili, anzi, ma spiegarle è forse di per sé l’unica difficoltà che si può incontrare. Le 440 parole presenti nella confezione assicurano inoltre una grande rigiocabilità.

Destinato a diventare l’erede spirituale di Nome in Codice e, credo, a replicarne il successo , Decrypto è senza alcun dubbio il titolo più interessante del momento per gli amanti del genere.
Sicuramente un titolo che difficilmente ci si stancherà di giocare.

Perché sì:
Perché no:
  • Alta rigiocabilità
  • Divertente

 

  • Da giocare con le persone giuste

Retro

Party Game

Spiegazione

luizbriganti - Biografia

Luigi Briganti
Luigi Briganti (Lamezia Terme, 1985) è nato in Calabria, ma da oltre 15 anni vive in Toscana. Laureatosi in Storia Medievale presso l'Università di Pisa, ha collaborato con diverse testate giornalistiche locali. E' insegnante supplente di Italiano e Storia nelle scuole superiori e web-designer in proprio. Tra le sue passioni la lettura, il gioco di ruolo e il gioco da tavolo, quest'ultimo diventato hobby frequente da un paio d'anni a questa parte.