Post E3 Nintendo

Il nostro hands-on

Pubblicato il 15/08/18 da Aymeric
speciale
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L’E3 2018 di Nintendo non ha mostrato molte novità, se la confrontiamo con quella del 2017, e gran parte dell’evento stampa tenutosi a Milano così come la fiera di Los Angeles è stato dedicato principalmente a due titoli: Super Smash Bros. Ultimate e Pokémon Let’s Go Pikachu & Eevee.

Questo non vuol dire che non fossero presenti altri giochi, ma di sicuro i titoli su cui la grande N punterà, almeno da qui a fine anno, saranno quelli. Andiamo comunque a vedere cosa abbiamo provato e le impressioni che ci ha lasciato durante questo evento.

Super Smash Bros. Ultimate

Se agli occhi di un giocatore inesperto il nuovo Smash Bros. può sembrare una versione deluxe del gioco uscito su Wii U, con qualche vecchio personaggio in più e piccole novità, una volta preso in mano il joypad del GameCube e conoscendo oramai a memoria i vecchi capitoli del franchise, posso dire che no, non è Super Smash Bros 4 Deluxe, ma un capitolo totalmente nuovo.

Dalle migliorie grafiche alle finezze tecniche tutto pare differente: i tempi di risposta di mosse, schivate e prese, i moveset di alcuni personaggi, in alcuni casi pure il loro “peso” e la loro mobilità, quasi tutto pare cambiato. Di sicuro chi gioca competitivamente passerà almeno un mese ad allenarsi per padroneggiare tutte le limature che Sakurai e il suo team hanno apportato al gioco.

Purtroppo abbiamo potuto solo sfidarci in combattimenti quattro contro tutti a tempo, con oggetti abilitati e in alcune arene presenti nella demo, non potendo nemmeno provare l’intero roster di personaggi, quindi molte cose come modalità di gioco, moveset di alcuni personaggi, nuove arene, eccetera si scopriranno nei prossimi mesi. Una cosa però è chiara, Smash Bros. è tornato, continua a mostrarsi con la sua facciata da party game ma sotto sotto pulsa un cuore da picchiaduro competitivo, oggi più che mai.

Super Smash Bros. Ultimate è stato sicuramente uno dei giochi più provati.

Pokémon Let’s Go! Pikachu & Eevee

Troverete le nostre impressioni su questo titolo in un video sul nostro canale YouTube, ma questo non vuol dire che non abbiamo nulla da dirvi in questa sede: qui vorremmo parlarvi della Poké Ball Plus, la periferica che arriverà sul mercato in concomitanza con i due giochi.

Ho potuto giocare l’intera demo usando la sfera come controller e, anche se all’inizio avevo problemi a orientarla nel modo giusto (è abbastanza piccola ed essendo sferica, a differenza di un pad comune, capita che la si giri in mano e che quindi lo stick non punti esattamente dove si vuole andare) con il tempo non ho avuto grossi problemi.

La Poké Ball Plus è praticamente un Joy-Con dai tasti limitati: sono infatti presenti un tasto sulla parte superiore, che funge da tasto indietro o apre i menù, inoltre sarà possibile premere lo stick per confermare le scelte; in più, la sfera è dotata di una modalità vibrazione, molto simile all’HD Rumble dei Joy-Con, e di sensori di movimento, precisi al millimetro durante le fasi di cattura (come testimoniano molti dei miei lanci fallimentari). Molto particolare, anche se prettamente estetica, la presenza di un led che indica se un Pokémon viene catturato (sicuramente più utile nel caso la usiate anche come Pokémon GO Plus) e uno speaker, che non solo andrà a riprodurre il verso del Pokémon catturato, ma pure gli effetti sonori delle mosse in 8-bit, una piccolezza comunque gradita.

La Poké Ball Plus è una periferica totalmente facoltativa (a meno che non vogliate catturarli tutti, per ovvi motivi), ma le sue funzioni la rendono un aggeggio interessante da portarsi a casa, ancora di più nel caso siate giocatori di Pokémon GO.

Era possibile provare anche Fortnite, già disponibile per il download.

Queen Bee Black

Vera gemma nascosta dell’evento, Queen Bee Black nasce un paio d’anni fa come Queen Bee, un arcade competitivo su cabinato custom, da dieci giocatori. Rispolverato e ideato da zero per adattarlo alla console Nintendo, il gioco scende a otto giocatori, ma mantiene la sua anima intatta. Per chi è vecchio quanto me sicuramente il paragone più diretto è quello con Joust: al posto di due cavalieri in groppa a degli struzzi però, i due team prenderanno il controllo di tre api operaie e una regina, in una velocissima sfida di supremazia; si potrà vincere in tre modi: uccidendo tre volte la regina avversaria, riempiendo il nostro alveare con delle bacche oppure conducendo una lumaca verso la nostra parte dello schermo, tenendo sempre a mente che la lumaca può solo essere cavalcata da un’ape operaia.

Aggiungiamo anche la possibilità che le api operaie possono diventare soldati interagendo con varie porte sparse per il livello, e che ogni soldato ha una sua arma particolare, e il mix perfetto per un gioco caotico ma entusiasmante è pronto. L’unico dubbio al momento riguarda la presenza di una modalità online, ancora non pervenuta: il gioco in sé è divertente ma limitarlo alle serate tra amici sarebbe sprecato, e anche in quei casi trovare sette persone disposte a giocare non è sempre una certezza, mentre una modalità online ben strutturata, con leaderboard e tornei vari, potrebbe davvero rendere Queen Bee Black un gioco da tenere d’occhio.

Datemi questo modellino, adesso!

Starlink: Battle for Atlas

Finalmente lo Star Fox che aspettavo!

Scherzi a parte, Starlink: Battle for Atlas di Ubisoft si presenta come un interessante punto di vista sul mercato Toys to Life, recentemente in declino, e ha la possibilità di riportarlo in vita. Il comparto gameplay del gioco assomiglia a un No Man’s Sky (Next eh, non quello al day one) rivolto a un pubblico più giovane: piloteremo astronavi, esploreremo pianeti, elimineremo alieni, cose così. Ogni pilota ha le sue abilità speciali, così come ogni nave e ogni arma hanno le loro particolarità, e poter cambiare tutto al volo semplicemente smontando e rimontando pezzi sul modellino si è rivelato interessante e immediato. Il vostro avversario resiste ai danni da elemento ghiaccio? Nessun problema, smontiamo il lancia missili glaciale e sostituiamolo con un generatore di buchi neri.

Di per sé la demo è stata breve e ci ha permesso di affrontare due bossfight a bordo dell’Airwing, sperimentando varie tecniche di volo, le combo delle armi (lanciando un missile di ghiaccio dentro a un buco nero, ad esempio, si può scatenare una tormenta) e l’intelligenza artificiale nemica, la quale non è troppo stupida ma nemmeno troppo difficile da seminare, se si sa come volare.

Starlink è sicuramente uno dei giochi nella mia wishlist. Sarà per il mio feticcio per i modellini aerospaziali? Sarà per Fox McCloud? Chi lo può dire, so solo che la demo mi ha divertito parecchio.

PEW PEW PEW!

Monster Hunter Generations Ultimate

L’abbiamo aspettato anni e sta per arrivare: il Monster Hunter più grande di sempre salta a piè pari la versione 3DS per approdare in occidente solo su Nintendo Switch. C’è poco da dire su Generations Ultimate, se non che è una versione corretta e migliorata del Monster Hunter Generations uscito qualche anno fa su 3DS. Nuovi mostri (più di un centinaio tra mostri grandi e piccoli), due nuovi stili di combattimento, nuove armature e la possibilità di trasmutarle (anche se con il sistema di Layered Armor ora è possibile farlo pure in Monster Hunter: World) ci attendono a fine mese, con un però.

Il però appunto è dato dall’esistenza di Monster Hunter: World e, per quanto ami la serie e i vecchi capitoli siano sempre belli a modo loro, le migliorie alla quality of life portate da World, e qui assenti, si fanno sentire. Resta comunque uno dei migliori hunting game sulla piazza e, sicuramente, quello più ricco di contenuti.

Altri giochi già disponibili, come Mario Tennis Aces o Octopath Traveler, erano presenti.

Overcooked 2

Il divertente indie game cooperativo arriva con il suo sequel anche su Nintendo Switch. Di base è molto simile al predecessore, assieme a tre amici impersoneremo un’equipe di cuochi, alle prese con diversi piatti da preparare e consegnare ai camerieri in tempo, distribuendoci i compiti in modo da non incartarci e far sprofondare la cucina nel caos. Le novità vanno da nuove ricette, come il sushi, a nuove particolari cucine, ad esempio un veicolo in corsa ma l’aggiunta più apprezzata è sicuramente la modalità online. Fermo restando che la versione Switch del primo capitolo si tratti della più “accessibile”, in quanto è molto più semplice radunarsi in quattro, muniti di un singolo Joy-Con, attorno a una Switch in modalità tabletop, piuttosto che trovarsi a giocare su PC o altre console, c’è da dire che il primo Overcooked, al di fuori delle serate tra amici, perdeva presto il suo mordente. Ora, con la possibilità di giocare tranquillamente a casa con amici distanti, sicuramente il gioco manterrà una sua discreta longevità.

Cuciniamo senza scannarci.

Dragon Ball FighterZ

Il picchiaduro sviluppato da Ark System Works, dedicato a uno degli anime più conosciuti al mondo, arriva su Nintendo Switch (a settembre) praticamente intonso, senza nulla da invidiare alle controparti delle altre piattaforme. In sostanza giocheremo lo stesso gioco (anche se con piccole aggiunte come la modalità 1v1), con le stesse prestazioni: Dragon Ball FighterZ, infatti, girerà in modalità docked a 60fps e 1080p, mentre in modalità portatile manterrà lo stesso framerate con una risoluzione di 720p. Niente male, visti i dubbi sulle prestazioni dell’ibrida Nintendo.

Alle botte ci pensa Dragon Ball.

FIFA 19

EA, al contrario, continua la sua linea di pensiero portando su Switch una versione alternativa, alle versioni presenti sulle piattaforme concorrenti, del gioco calcistico più venduto al mondo. Questo però non vuol dire che non abbiano imparato dagli errori commessi con FIFA 18, in quanto il team di sviluppo sta lavorando duramente per migliorare l’engine di gioco, l’IA dei giocatori e in generale l’esperienza ludica del prodotto. A colpo d’occhio, durante la prova, non ho notato differenze sostanziali con il FIFA che tutti conosciamo, ma ovviamente sarà necessaria una prova più prolungata per valutare.

Aymeric - Biografia

Michael Maneia
Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.