Gamescom 2018 – Parte 2

Gli indie e gli anime

Pubblicato il 27/08/18 da Cathoderay
speciale
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La mattinata inizia placida, con un po’ di indie di qualità che ci piacciono tanto. I ragazzi di Devolver Digital mi danno prova del loro buongusto facendomi assaggiare The Messenger, un action a scorrimento che ricorda tantissimo Ninja Gaiden per Nes, ma che nasconde una seconda faccia: infatti, attraverso i portali presenti nel gioco potremo attraversare le ere, sia a livello di meccaniche che esteticamente, regalandoci continui passaggi 8/16 bit e musiche in delizioso chiptune. Da tenere assolutamente d’occhio, soprattutto su Switch!

In seguito mi sono fatto quattro chiacchiere mentre provavo il porting di Metal Wolf Chaos, che sostanzialmente è lo stesso gioco uscito sulla prima Xbox. I ragazzi di Devolver Digital mi hanno spiegato che, a parte alcune ripuliture grafiche, loro puntavano a preservare il titolo, niente aggiunte o grafica remastered, ma solo i mecha che si sparano addosso: e va bene così, sinceramente.

Mi sposto di padiglione rimanendo sempre in ambito indie, e provo Dark Devotion, un interessante action con elementi RPG in pixel art, che ha deciso che tutti gli scontri devono essere giocati su un solo piano, quindi si rotola ma non si salta, sembra Dark Souls, eh? Probabilmente è un’ispirazione, ma ormai tutto è Dark Souls e Dark Souls è tutto: non penso ne usciremo vivi.

Mentre aspetto il turno per Blazing Chrome vengo invitato in uno sgabuzzino segreto, che si rivela una mega anteprima assoluta senza foto né altro di Windjammers 2: cinque partite dopo mi rendo conto che la grafica disegnata è splendida e l’assuefazione che mi crea il titolo è identica al primo storico gioco per Neo Geo, il che è grave.

Arriva la volta di Blazing Chrome, che prometteva di essere un figlio meraviglioso di Contra, e si rivela esattamente questo. Io parlo di videogiochi con l’autore del titolo, e intanto affrontiamo i due livelli della demo in co-op: è un run’n’gun come non se ne vedono da tanti anni, la grafica è meravigliosa, è tutto bellissimo.

Dopo un tot di Pew Pew vado a provare l’ultimo indie della giornata, ovvero Tales of the Neon Sea: un po’ avventura grafica, un po’ platform, tanta ironia e ottima pixel art. Niente da dire, lo amo già.

Arriva il turno di Bandai Namco, che quest’anno ha tantissima carne al fuoco. Io decido che Ace Combat me lo tengo per ultimo, che se no gioco solo a quello e gli altri giochi neanche li tocco… Una rapida carrellata su Naruto to Boruto, che sembra seguire la scia dei giochi precedenti, poi passo a Jump Force e provo Ichigo: il picchiaduro sembra “solido” sotto la sua corazza di personaggi anime, ma è troppo presto per poterlo valutare come si deve.

Tralascio One Piece (che sembra comunque molto divertente) per provare Twin Mirror, nuovo gioco di DONTNOD dal setting intrigante: non ci ricordiamo cos’è successo la notte prima, eravamo ubriachi e i nostri vestiti sono pieni di sangue… Il protagonista inizia così a indagare sulla notte precedente finendo in una specie di spazio onirico tutto alimentato dalla sua mente. Sembra una delle notti tipiche dei nostri redattori, a parte i vestiti col sangue.

11-11: Memories Retold mi sembra un gioco molto simile al precedente per meccaniche: di nuovo un’avventura grafica con elementi di investigazione, meno surreale e più artistica, con una bellissima grafica ad acquerello. Ci giochicchio un po’, ma il tempo è tiranno e viro sul gioco di Supermassive GamesMan of Medan ricorda tanto quell’Until Dawn che avevo recensito tempo fa, e a parte qualche incertezza grafica (che sicuramente verrà sistemata da qui all’uscita) sembra un horror interessante.

Poi arriva Ace Combat e tutto diventa PERFETTO. Salgo su un F14, decollo, cielo infinito; la grafica mostra una pulizia incredibile, il gioco sembra tornato ai fasti di un tempo e la brutta parentesi con gli elicotteri è solo un ricordo sbiadito. Tocco il cielo, scendo in picchiata, bombardo una base e mi lancio in un dog fight all’ultimo sangue con un F16: lo abbatto, passo ai suoi gregari, il bene trionfa, finisce la demo, vorrei rubarmi la postazione di prova ma in valigia non ci sta. E sconsolato vado via.

Cathoderay - Biografia

Cathoderay
Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale. Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.